domenica 22 febbraio 2015

"MAMA'S HERE NOW" - Recensione 1x13 How To Get Away With Murder

Ok ragazzi. Fermi tutti. Calma. Ho detto calma. MA CHE ACCIDENTI E’ SUCCESSO?!

Non so voi, ma io sto ancora cercando di assimilare questa puntata. Ho una gran confusione in testa, e non so da dove iniziare per questa recensione.

Beh, iniziamo dall’inizio.

Nate è in carcere. Vederlo costretto a subire la procedura che un tempo era lui a praticare nelle vesti di poliziotto, mi fa piangere il cuore. Nate ha un’espressione rassegnata, ha già capito che la colpa di ciò che gli sta accadendo è di Annalise, una donna che lo ha stregato per poi distruggerlo completamente per i propri scopi. E lui non fa niente, non può fare niente, perché sa che con Annalise la battaglia è persa in partenza. Oppure sta preparando mentalmente un piano, chi lo sa. Ormai da questo show ci si può aspettare qualsiasi cosa.







Ma da una parte, Annalise sta mantenendo la sua promessa, sta proteggendo i ragazzi. Ha detto che l’avrebbe fatto a qualunque costo, e in effetti lo sta facendo, e il costo è quello di mandare in carcere l’uomo che fino a quel momento era stato la sua salvezza, il suo unico rifugio da tutto quello schifo.

Annalise fa cose che pochi riuscirebbero a fare, su questo non c’è dubbio.

Ma c’è solo una persona davanti alla quale ognuno di noi, anche il più forte e cazzuto, è indifeso, e davanti alla quale tutta la nostra forza crolla: la mamma.

Capiamo sin dal primo istante che tipo è la mamma di Annalise (o, meglio, di Anna Mae): è una tosta. E' proprio una badass, ragazzi, le sue parole sono pungenti e la sua battuta del VIP mi ha fatto morire. Nel suo gracile corpo da vecchietta nasconde una forte personalità e un grande carisma, che ha trasmesso anche a sua figlia.

Ma in questo episodio vediamo una Annalise diversa, una Annalise che non vuole alzarsi dal letto, stanca di dover essere sempre forte, distrutta, provata da tutto quello che sta succedendo, dalle azioni che è costretta a compiere, (forse anche dal fatto che dovrà lasciare i casi in mano a Bonnie?), dalla sua vita incasinata e dal fatto che non ha più nessuno di cui fidarsi. Dai dialoghi mamma-figlia, capiamo che le due non hanno avuto un rapporto roseo negli ultimi anni, quindi per Annalise chiamare la mamma è un gesto disperato, è l’ultima corda a cui può aggrapparsi.

La mamma riesce a sovrastare l’imponente personalità di Annalise, che finora sembrava insovrastabile.

Ma passiamo al caso del giorno. Sinceramente non credevo che avrebbero continuato con le storyline verticali a questo punto della storia, ma questo caso ha uno scopo ben preciso nella trama, quello di far emergere la personalità di Bonnie.
E’ infatti proprio l’avvocato Winterbottom a occuparsi di questo caso, con l’aiuto dei Keating 5.

Qui una domanda sorge spontanea.

Ma Frank che minchia di ruolo ha in quello studio? Sembra che sia buono solo ad adescare le studentesse e a nascondere anelli nei boschi o cellulari nelle macchine.

Ma andiamo avanti. Bonnie, che più che un’associata sembrava una segretaria, sembra destreggiarsi bene nelle aule di tribunale. Certo, lei non è Annalise, ma secondo me ha la stoffa giusta per essere un buon avvocato, e anche di successo. Semplicemente non le viene data l’occasione. Ma arriva un punto in cui la causa sembra persa, Bonnie si getta sull’alcool ma quando le viene suggerito di offrire un patteggiamento, lei rifiuta. Non si vuole dare per vinta, continua a lavorare insieme ai ragazzi e alla fine ce la fa. Le accuse contro la sua cliente vengono ritirate.

Bonnie Winterbottom ha dimostrato di non essere una pedina di Annalise, di avere carattere e di saper gestire una causa anche complicata da sola. Bonnie si sente realizzata, e per festeggiare si butta su Asher.








Saranno anche la coppia più improbabile del mondo, avranno anche un bel po’ di anni di differenza ma sono così carini! Ho visto negli occhi di Bonnie un sentimento sincero, l’ha baciato non più perché era ubriaca e disperata, ma perchè, felice della vittoria, ha pensato a lui.

O forse era ancora sbronza dalla sera prima.

E penso che abbiate riso quanto me quando avete visto la faccia di Frank.

Torniamo ai ragazzi. Rebecca è chiamata a testimoniare per il caso di Nate, dice alla polizia che l’ex-poliziotto le aveva chiesto di piazzare in casa Keating delle prove che avrebbero incastrato Sam, e dice di aver rifiutato.

Wes vuole ancora vederci chiaro per quanto riguarda Rudy. Scopre che fu arrestato e portato in un ospedale psichiatrico, guarda caso, proprio la notte in cui è stata uccisa Lila Stangard.

Quella sera, i ragazzi (che sembrano aver stretto un rapporto di amicizia, nonostante questa cosa non piaccia a nessuno di loro) si incontrano in un bar perché Oliver vuole incontrare gli amici di Connor. Una cosa che fanno solo le coppie stabili, non trovate? E infatti sembra che i Coliver siano destinati a diventare una coppia stabile, dato che Oliver fa sciogliere i nostri cuori con un dolcissimo “I love you”, che ha detto a Connor da ubriaco, ma sappiamo tutti che in vino veritas. E il sorriso di Connor ci fa sciogliere ancora di più.

Nel frattempo ritorniamo ad Annalise e sua madre, che dopo un brutto litigio si riappacificano. Annalise come una bimba impaurita si accoccola vicino alla madre che la pettina, e che le racconta come Clyde, zio e stupratore di Annalise, sia morto. L’ha ucciso lei, facendolo bruciare insieme alla casa che lei tanto amava. Ora sappiamo senza dubbio da chi ha preso Annalise.









Wes confessa a Laurel che tutte le certezze che aveva gli sono crollate in un istante davanti ai suoi occhi; Rebecca, Sam, Lila, gli appaiono diversi. Forse hanno davvero sbagliato a giudicare Sam, addirittura ad ucciderlo, forse Rebecca gli ha mentito, forse non può fidarsi di lei. Laurel decide di aiutarlo e insieme vanno a trovare Rudy. Lo trovano in una condizione pietosa, si vede che ha dei seri problemi e infatti non risponde alle domande dei due ragazzi. Dice solo una parola: wet. Bagnato. E al signor Gibbins si accende la lampadina. The water tank. La cisterna dell’acqua dov’è stato trovato il cadavere di Lila.








L’episodio si chiude con Rebecca che, rintracciato il telefono di Wes, guarda rassegnata il computer vedendo che il suo burattin… emh, ragazzo è nell’ospedale dov’è ricoverato Rudy.









Ah, miss Sutter, le cose si mettono male per te.

Cosa dire, questa serie mi piace sempre di più, e non posso accettare il fatto che questa settimana sarà finita!

La narrazione è molto veloce e intensa, ma al tempo stesso i personaggi vengono delineati abbastanza bene, e poi le serie che fanno venire i colpi al cuore ogni due minuti ci piacciono, non è così?


Per oggi è tutto, ci leggiamo la settimana prossima con la recensione del doppio finale (ahimè!) di stagione!






Prima pagina italiana su HTGAWM, fateci un salto! How to get away with Murder Italia

"NO MORE BLOOD" - Recensione 4x13 Scandal

Finalmente Olivia Pope è tornata a casa! Ci è voluto un altro intero episodio pieno di mini-infarti, ma ce l’abbiamo fatta; procediamo con ordine.
Nello scorso episodio ci eravamo lasciati con la chiusura dell’asta e la vendita di Olivia all’Iran.

“No more blood” comincia con la consegna dell’ostaggio ai suoi compratori, ma la nostra bella e brava Liv, sa parlare l’iraniano, e facendo il doppio gioco fa sì che la vendita si concluda con un nulla di fatto.


Nel frattempo a Washington, Quinn parla con Huck e lo convince a calmarsi, perché lui sarà pure il cucciolo di Olivia, ma lei è il suo cucciolo e ha bisogno di lui; è qui che Huck le promette no more blood. Questa scena mi è piaciuta un sacco, troppo dolce Quinn.



L’asta riapre, ma Fitz questa volta non vuole partecipare, vuole a tutti i costi che salvino Olivia.
I nostri gladiatori invece, si siedono dietro al computer e cercano di aggiudicarsi Liv. Offrono 2 miliardi di dollari, l’asta sta per concludersi, hanno quasi vinto, ce l’hanno quasi fatta, ma all’ultimo secondo anche la Russia offre 2 miliardi di dollari. C’è un pareggio; ma non ci può essere un pareggio.

I rapitori chiedono a Olivia quale sia la scelta migliore, lei ovviamente (forse un po’ ingenuamente) dice che secondo lei la cosa migliore è venderla a Marie Wallace, ma Gus vede un guizzo nei suoi occhi e sceglie la Russia. Liv prova a scappare, ma non ci riesce.

Mentre i gladiatori si disperano, Fitz è all’oscuro di tutto e i suoi collaboratori (compreso Cyrus) sono pronti a lanciare un missile su Olivia Pope, per mettersi al sicuro da eventuali rivelazioni che Liv potrebbe fare ai suoi acquirenti, e che quindi metterebbero in pericolo l’America.


A risolvere tutto, questa volta è Abby, perché se sei un gladiatore una volta, lo sei per sempre. Contatta in qualche modo Stephen Finch (ve lo ricordate? Era anche lui un gladiatore nella prima stagione) che adesso sta facendo affari in Russia. Evidentemente è uno importante, perché i Russi gli devono un favore e quindi compra Olivia Pope. Questi sono stati attimi di terrore per noi fan: avevamo da un lato Olivia che veniva venduta a chissà chi, e dall’altro la CIA pronta a lanciare il missile. Cyrus riconosce uno dei russi, (quindi sono amici? Olivia starà bene?) il missile non viene lanciato e poi vediamo Stephen, tiriamo un sospiro di sollievo: Liv è salva e tornerà a casa.




Tornata a Washington, vuole restare da sola (dopo che Huck gli ha montato 4 serrature alla porta), ma subito arriva Fitz, e i due litigano come non mai, a tal punto che Olivia gli lancia addosso il suo anello. Olivia è arrabbiata perché dopo tutto quello che ha fatto per farlo diventare il presidente che è, stava rovinando tutto per salvarla, quando in realtà lei si è salvata da sola.
Shonda è geniale, non possiamo dire altro, il ritorno di Stephen è stato un tocco di gran classe.






La scena più bella per me è stato l’abbraccio tra Olivia e Huck, perché senza di lei lui è davvero perso.


Due parole sul vicepresidente Andrew: ha avuto quel che si merita; Huck ha promesso niente più sangue, ed è stato più bello vederlo in quel letto d’ospedale in quelle condizioni che maciullato sul pavimento. Gran bel lavoro Huck.


Concludo dicendo: MELLIE FOR PRESIDENT.

Voi che ne pensate? Cosa mi dite di quet’episodio?


Per oggi è tutto, ci leggiamo al prossimo post.

"THE GREAT PRETENDER" - Recensione 11x12 Grey's Anatomy

Dopo tutte le lacrime versate nella 11x11, quest’episodio mi ha fatto ridere come non mai.


Grandi protagoniste “comiche” di questa puntata sono state sicuramente Callie e la dr.ssa Herman.

Parliamo un po’ di Callie: la sua amicizia con Owen è spettacolare, come si supportano a vicenda e si scambiano consigli per rimorchiare, mi fanno morire. Le sue espressioni mentre esaminavano il caso della ragazza svenuta erano esilaranti, davvero, Sara ha una mimica facciale straordinaria. Per quanto fossi un grandissimo fan delle Calzona, devo dire che questa rottura le ha fatto davvero bene, da quando è single è rinata, è completamente un’altra persona, più leggera, più spensierata. A fine episodio va al bar a rimorchiare, e il fatto che abbia puntato su di un uomo credo le farà bene, l’ho sempre vista meglio con gli uomini, la vedo più se stessa.


Altro grande personaggio di questa stagione, che in questa puntata ci ha regalato un sacco di sorrisi è stata la dr.ssa Herman. I commenti su Arizona e Jo mentre fa la TAC, il provarci con Owen, la conversazione che ha con la Robbin mentre si preparano all’operazione, una scena più esilarante dell’altra; anche la scena finale mentre rubano un altro divano. 


Credo che questa unione faccia bene ad entrambe: mentre Callie è uscita migliorata da questa relazione, Arizona sembra essere ancora un po’ legata ai ricordi, e questo rapporto le farà sicuramente bene. Dall’altra parte, la Herman sta morendo, e avere affianco qualcuno come Arizona, in un momento così cruciale della sua vita la renderà una persona migliore, più umana.



Owen, dopo l’addio di Cristina, sembra si stia lentamente riprendendo, e Amelia potrebbe essere la persona giusta. Anche lei ne ha passate tante e ha sofferto molto nella vita e potrebbero dare molto l’uno all’altra. (Ma quanto era bella Amelia gelosa mentre Owen le raccontava delle avances della Herman?). Mi è piaciuto anche l’andarci piano di entrambi, dopo il bacio ognuno a casa propria, perché affrettare le cose fra loro solo per creare una nuova coppia non sarebbe stato giusto; devono imparare a conoscersi ed amarsi pian piano.


Dopo tutti gli interrogativi sorti dopo aver visto il promo di questo episodio, finalmente scopriamo dove è andata Meredith. Non è stata in Svizzera da Cristina come molti avevano più che immaginato direi sperato, ma è stata un intero weekend da sola in albergo. Il rapporto con Maggie procede fra alti e bassi, si apre con sua sorella, ma poi sente il bisogno di tornare alle origini e parlare con Alex (mentre Jo gira nuda per casa, ahhaha).


Dopo aver parlato di coppie e di amore, vorrei spendere qualche parola sul caso del trans gender. Che dovesse arrivare al Grey Sloan Memorial Hospital questo paziente, si sapeva già da un po’, ma il fatto che fosse uno di “famiglia” mi ha lasciato un po’ spiazzato. Shonda non ha mai paura di affrontare temi forti e questo è un suo grande pregio. Ho molto apprezzato la Bailey che ha appoggiato incondizionatamente sin da subito il cognato, ma capisco anche Ben, che dopo tanti anni, scopre che suo fratello non è chi credeva che fosse e quindi si trova spiazzato davanti ad una confessione del genere.


Scene migliori per me della puntata sono, a parte tutte quelle con la Herman, quando Alex dice che sposerà Jo (troppo carini loro due) e Meredith, libera e sola, che salta sul letto dimenticandosi di tutto e tutti.



Per oggi è tutto, ci leggiamo al prossimo episodio.


Passate da We love grey's anatomy

sabato 21 febbraio 2015

"RESURRECTION" - Recensione 2x13 The 100

Mancano ormai pochi episodi al finale di stagione, e la guerra sta per arrivare.

In questo episodio (bellissimo come sempre) abbiamo visto da un lato i terrestri sopravvivere al lancio del missile, e dall’altro i nostri beniamini cercare di sovvertire il Monte Weather.

Dopo l’esplosione , i feriti si sprecano, e come se non bastasse il cecchino continua a sparare sulla croce rossa. L’eroina della situazione è stata sicuramente Octavia, testarda e combattiva fino alla fine, grazie anche all’appoggio di Indra, che gravemente ferita, le affida temporaneamente il comando. A proposito di Indra, è stata molto bella la scena in cui ringrazia e si riappacifica con Lincoln, che nonostante i contrasti le ha salvato la vita.


Parliamo adesso di Abby, uno dei personaggi più odiosi dell’intera serie, seconda solo alla dottoressa Tsing, che fortunatamente ha avuto quel che si meritava. Il dialogo tra Abby e Kane è stata una delle cose più belle dell’episodio; perché Kane ha ragione, Clarke avrà pure sbagliato, ma ha imparato a farlo dai migliori. Voglio dire, con una madre che ha fatto uccidere il proprio marito, credo sia venuta su piuttosto bene. Quindi, cara cancelliere dei miei stivali, prima di parlare pensa a ciò che hai fatto tu e restaci sotto quelle macerie.

Mentre nell’accampamento cercavano di mettersi al riparo al meglio, Clarke e Lexa, e poi anche Lincoln, nei boschi danno la caccia al cecchino, lo trovano e Clarke gli da il colpo di grazia (Clarke, I love you <3).


Nel frattempo, nel Monte Weather, dopo aver occupato il quinto livello, i nostri “Sky people” si barricano del dormitorio e si preparano all’attacco. ( Ecco, vorrei dirvi, cari ragazzini, che certi scherzi non si fanno, perché noi cari spettatori abbiamo il cuoricino debole, e se vi vediamo svenuti a terra, ci prende un coccolone. Ok? Non fatelo più, mai più.)

Grazie a Bellamy, a Maya e alla banda messa su da suo padre, i nostri amici, dopo aver “sconfitto” le guardie, si mettono in salvo, in attesa che l’esercito di Clarke arrivi presto a salvarli.



Sicuramente è stato molto bello farci sapere qualcosa in più sul passato di Maya, in modo da riuscire anche a capire meglio come mai si dia tanto da fare, e rischi la sua vita per gente che fondamentalmente non conosce.
Jasper che crede sia stato Finn a far collaborare l’Arca con i Terrestri e Bellamy che non riesce a dirgli la verità sono troppo dolci. (Finn, ti ricorderemo sempre :’(

Ok, mancano solo tre episodi, la battaglia finale sta per arrivare. Sono curiosissimo di sapere cosa succederà dopo, riusciranno a mantenere l’alleanza? Lo scopriremo solo vivendo.

Cosa ne pensate di questo episodio? Qual è stata la vostra scena preferita?


Per oggi è tutto, ci leggiamo al prossimo episodio.


"OUR DANCING DAY" - Recensione 1X07 Empire

Empire, continua a tenerci incollati allo schermo puntata dopo puntata.

Direi che le scene che mi hanno fatto saltare dal divano per esultare e gioire, in quest’episodio sono state due. E partirei proprio da queste.

Durante il concerto per gli investitori, Lucious, prima di salire sul palco a fare il suo discorso perde la voce. Mentre l’odiosissima Anika, e l’altrettanto odioso Andre discutono su chi dei due debba tenere il discorso al posto del boss, Lucious chiede a Cookie di salire sul palco. Ora ditemi chi non ama questa donna, il suo discorso è stato a dir poco fantastico, ed era giustissimo che ci fosse lei lì in quel momento; lei che ha sacrificato 17 anni di vita per far sì che l’Empire fosse quello che sta diventando. Vogliamo poi parlare di quant’è dolce Lucious, che da dietro le quinte, vedendo il video le dice “I love you”? E la faccia di Anika invasa dalla gelosia?




Altro super-momento che tutti noi accaniti fan stavamo aspettando dal primo episodio:  tra Cookie e Lucious si riaccende la passione. Dopo la confessione della sua malattia, restano soli, e durante un ballo sulle note di una vecchia canzone che Lucious aveva scritto proprio per la sua amata, si baciano, e in un attimo sono in camera da letto, a far fiamme e fuoco ovunque.







                       





L’unica scena che potrebbe superare questo momento è Anika che torna a casa prima e li vede insieme nel suo letto. Ben ti sta brutta t***a, così impari a voler mettere in cattiva luce Cookie drogando Elle (quanto avrei voluto ucciderla in quel momento).  Cookie is the only queen <3


Forse andrò un po’ controcorrente, ma devo dirvi che sono piuttosto contento della rottura tra Jamal e Michael, non ce li vedevo per niente bene insieme. A proposito di Jamal, sono molto curioso di vedere come si evolverà il rapporto con sua figlia.


Anche se odio entrambi, devo dire che la scena nella doccia tra Andre e Rhonda è stata molto dolce e carica d’amore, nonostante i personaggi mi è piaciuta molto.

Altro momento lacrimuccia è stato quando Hakeem , Jamal e Lucious si sono abbracciati dopo aver saputo della malattia di ques’ultimo.



Voi cosa ne pensate di quest’episodio? Vi è piaciuto?

Per oggi è tutto, ci leggiamo al prossimo episodio.

venerdì 20 febbraio 2015

ORANGE IS THE NEW BLACK 3: NEWS E NEW ENTRY



La terza stagione di Orange Is the New Black debutterà quest’estate, e abbiamo un bel po’ di news su ciò che ci aspetta nella prossima stagione. Sono già stati annunciati alcuni membri del cast, e recentemente, l’attrice Ruby Rose si è unita al cast come potenziale interesse amoroso (di non uno, ma ben due personaggi).

Mary Steenburgen si è unita al cast.


La veterana attrice Mary Steenburgen si è recentemente unita al cast per la terza stagione, per interpretare la mamma dell’agente Mendez (meglio conosciuto come Pornobaffo).

Pornobaffo potrebbe non essere molto presente.


In un’intervista, Schreiber (l’attore che interpreta appunto l’agente Mendez) ha detto, che data la sua partecipazione ad un’altra serie, il suo personaggio sarà presente in pochi episodi. “Sono uno dei personaggi ricorrenti di una nuova serie dell’HBO, The Brink. Ma sua madre (di cui abbiamo parlato prima) farà comunque qualche apparizione in questa stagione. Mary Steenburgen si è unita a noi per interpretare mia madre, non so bene ciò che farà, se arricchirà la storia di Pornobaffo, ma per il momento, quel che è certo è che Mendez è in carcere”.

Anche Jason Biggs potrebbe non apparire così spesso.


Come proseguirà la storia di Larry, dopo aver cominciato una relazione con Polly? Bigg, che interpreta l’ex fidanzato di Piper, ha detto che non sa se prenderà parte alla terza stagione: “Non è molto chiaro nemmeno per me”, ha detto Biggs poche settimane dopo l’inizio delle riprese. “Per il momento non ho ancora girato nulla”.

Alex, invece, sarà presente in molti episodi.


Il personaggio della Prepon, Alex, non si era visto molto nella seconda stagione dopo essere uscita di prigione, ma in questa terza stagione tornerà a tempo pieno. Forse perché finirà di nuovo dentro?

Mike Barbiglia si è unito al cast per un ruolo ancora sconosciuto.


L’attrice Ruby Rose si è unita al cast.



Una nuova detenuta sarà interpretata dall’attrice australiana Ruby Rose, che potrebbe essere una possibile fiamma sia di Piper che di Alex.


giovedì 19 febbraio 2015

"NACHO" - Recensione 1x03 Better Call Saul

Cosa dire, questa serie mi piace. Sarà che Saul (emh, scusate, Jimmy) era il mio preferito in Breaking Bad, sarà che ci sono molti elementi che mi ricordano la serie di cui Better Call Saul è lo spin-off (credetemi, quando vedo il paesaggio arido e pieno di sterpaglie di Albuquerque mi sento a casa), non so cos’è, ma questa serie mi ha presa davvero. Ha colmato un vuoto che era vuoto da troppo tempo.

Nacho, il terzo episodio di questa prima stagione inizia con un flashback: Chuck McGill è in una prigione per visitare un suo cliente, che scopriamo dopo pochi secondi essere quel malandrino di suo fratello Jimmy, che ne avrà combinata una delle sue.
Tra i due c’è un breve dialogo in cui Jimmy supplica Chuck di aiutarlo, e anche se ci sono molti elementi che contribuiscono a rendere la scena cupa e pesante, c’è sempre Jimmy che con il suo innato spirito ironico, e come fa in ogni situazione, sdrammatizza il tutto e ci strappa un sorriso, nonostante per lui la situazione sia tutt’altro che gradevole.




Si torna al presente (dopo, fatemelo dire, una sigla molto anni 80 e che, seppur molto breve, dà un tocco di classe a tutta la serie), con Jimmy che chiama in tarda notte la sua bionda collega Kim, avvocato dei Kettleman (verso cui Jimmy prova un po’ di rancore, dato che l’hanno “licenziato”) e le fa un mucchio di domande confuse e impacciate per sapere dove la famiglia tenga i soldi che ha rubato e per i quali è costretta ad affrontare una causa in tribunale. E si fa anche scappare che la famiglia potrebbe essere in pericolo. Perché? Perché Nacho, lo scagnozzo di Tuco, vuole rubare quei soldi e chiede aiuto a Jimmy. Jimmy riesce a sapere dove sono? Ovvio che no.

Jimmy McGill non è ancora Saul Goodman. Il Jimmy di questo spin-off non è lo stesso Jimmy di qualche anno dopo, che sa perfettamente cosa fare in ogni situazione e che ha i mezzi per risolvere qualsiasi problema. Il Jimmy che conosciamo in questa serie è un avvocatuccio, è quasi un fallito, ha uno studio che forse neanche si può definire tale, si occupa di casi d’ufficio per i quali gli danno 700 dollari. E’ uno di quelli insoddisfatti della vita, con un’esistenza piatta e mediocre, che più che vivere, sopravvivono.

Il giorno dopo, i Kettleman spariscono. Puff, scomparsi nel nulla. La casa è a soqquadro e loro non ci sono. E in carcere c’è Nacho, il famoso amico di Tuco, che assume Jimmy come avvocato, minacciandolo di farlo fuori se non lo farà scagionare entro la fine della giornata. Jimmy deve farsi venire in mente qualcosa se vuole salvarsi la pelle.




Qui emerge un altro particolare della personalità di Jimmy McGill. Jimmy è debole. Piuttosto che denunciare la minaccia alla polizia, preferisce fare quello che gli ha detto di fare Nacho. Come biasimarlo, lui ha paura e vuole solo togliersi Tuco e la sua banda dai piedi prima possibile. Ma sappiamo bene che una volta entrati a contatto con la criminalità, difficilmente si esce dal loro mirino. Quindi Jimmy, piano piano, acquisirà sempre più familiarità con i criminali della città, perché una volta entrato nel giro non riesce più ad uscirne. E si sente più sicuro ad assecondarli, questi criminali, piuttosto che a denunciarli. E dopo qualche anno, come ben sappiamo, diventerà un esperto in materia di bande criminali.

Quindi, Jimmy deve far scagionare Nacho. E, in effetti, un’idea in testa gli viene. Jimmy sarà anche debole, fallito e tutto quello che volete, ma non è stupido. Anzi, è abbastanza sveglio per essere un avvocato che non riesce a fare carriera. E per essere un debole, in questa puntata riesce comunque a rompere le scatole, a instillare un dubbio nei poliziotti, riesce a proporre una seconda via che, a fine puntata, si rivelerà corretta.

E se i Kettleman si fossero auto-rapiti, in modo da risultare non più ladri ma vittime? Beh, mica impossibile. Ma nessuno crede al povero Jimmy McGill. Perché diciamolo, in fondo siamo tutti dalla sua parte. In fondo ci fa un po’ di tenerezza.

A questo punto subentra Mike. AAAHHHH, Mike, ci eri mancato! Mi ero davvero scocciata di vederlo sempre seduto in quella scatola in cui la cosa più trasgressiva che faceva era far fare ritardo a Jimmy. Finalmente viene data la giusta visibilità a un personaggio che, personalmente, mi affascina davvero tanto. Mike, capace di fare una sola espressione, con poche ma pungenti parole dà un suggerimento a Jimmy. Nessuno vuole lasciare la propria casa. Non notate qualcosa nel loro dialogo? Uno sprazzo di complicità fra i due, un po’ di intesa? Intesa che come noi sappiamo è destinata a trasformarsi in una vera e propria collaborazione.

Ma tornando a noi, Jimmy si mette in cammino. Cammina che ti cammina che ti cammina, si imbatte in una tenda da campeggio. E in questa tenda da campeggio, c’è l’allegra e truffatrice (a parte i bimbi, ovviamente) famigliola Kettleman.

E qui, la scena più bella di tutte. Una scena che ti ricorda perché è così bello guardare serie tv, perché vale la pena stare ore davanti al computer, perché vale la pena aspettare che il maledetto streaming si carichi, perché vale la pena distruggere la propria vita sociale. E’ per scene come questa che vale la pena.

Jimmy, esausto e con un’aria da folle, apre la tenda e… “Here’s Johnny!”.

Beh, anche Jimmy McGill sa il fatto suo. L’astuzia non gli manca; e basta aggiungere un po’ di determinazione e un po’ di cosiddetti per ottenere ciò che si vuole.

Voto della puntata? Io azzarderei anche un 9. Nonostante non ci sia particolare azione, questo episodio non mi ha mai annoiata. Abbiamo iniziato a capire molto di più la psicologia dei personaggi e il loro carattere, e soprattutto come interagiscono fra loro, e la storia inizia a prendere forma e ad essere più unitaria.


Per oggi è tutto, ci leggiamo al prossimo episodio!